
C’è un cassetto in cucina, qui alle Valli di Lanzo, che per anni non ha chiuso bene. Non per colpa delle cerniere — ma perché dentro c’erano troppi fogli. Ritagli di ricette da riviste che non escono più, cartoncini con dosi scritte a matita, foglietti con annotazioni frettolose fatte mentre il pentolone era sul fuoco. Per anni ho pensato che fosse un sistema. In realtà era chaos con pretese romantiche.
Poi un inverno — uno di quelli in cui nevica per giorni e si resta dentro senza quasi accorgersene — ho deciso di rimettere ordine. Non solo nei cassetti. Nel modo in cui pensavo alla dispensa. Non più come un armadio da riempire, ma come un calendario vivo che cambia con le stagioni, che ha una sua logica, che racconta cosa ho fatto, quando e perché.
Ho preso un quaderno. Ho cominciato a scrivere. E da allora non ho più smesso.
Perché ho smesso di fidarmi solo della memoria
Vivere in montagna insegna che la stagione non aspetta. Il sambuco fiorisce per tre settimane, al massimo quattro — e se in quelle settimane sei distratta, hai perso. Le ortiche buone sono quelle di aprile, ancora giovani, prima che il caldo le irrigidisca. I mirtilli selvatici durano il tempo di un temporale d’agosto.
Ho imparato a mie spese che la memoria — per quanto affettuosa — non basta. Ricordavo vagamente di aver fatto uno sciroppo di sambuco l’anno prima, ma non ricordavo la dose di zucchero, né se avevo usato limone o acido citrico, né quanti barattoli erano venuti fuori. Ogni anno ricominciavo da capo, per tentativi.
Il quaderno ha cambiato tutto questo. Non è un gesto romantico, anche se finisce per esserlo. È uno strumento pratico — come la dispensa di montagna stessa.
Cosa c’è dentro il mio quaderno della dispensa
Non è un ricettario nel senso classico del termine. È qualcosa di più personale — e più utile, per come lo intendo io. Ho diviso lo spazio in quattro sezioni principali.
La sezione stagionale
È quella che uso di più. Per ogni mese ho una pagina con tre colonne: cosa raccogliere o comprare al mercato, cosa preparare e conservare, cosa ho già in dispensa da usare prima che scada. A giugno c’è scritto: fiori di sambuco, fragoline di bosco, timo fresco. Da preparare: sciroppo, marmellata, sale aromatico. Da finire: la marmellata di mele dell’ottobre scorso, quasi dimenticata in fondo allo scaffale.
La sezione ricette
Raccoglie solo le cose che ho davvero fatto — e che voglio rifare. Non ricette copiate da internet, ma quelle nate qui, in questa cucina, con quello che avevo a disposizione. Ogni ricetta ha una piccola annotazione a margine: “ottima, meno zucchero la prossima volta”, “fatta un pomeriggio di pioggia”, “ripetere a settembre con i mirtilli”. Sono quegli appunti che rendono una ricetta davvero tua.
La sezione inventario
La più pratica di tutte. Due volte al mese aggiorno l’elenco di quello che c’è in dispensa: barattoli con data, farine, legumi, condimenti. Sembra un dettaglio burocratico, ma è la cosa che mi ha fatto sprecare meno cibo in assoluto. Sapere cosa c’è significa usarlo al momento giusto.
La sezione appunti liberi
Il posto dove finiscono tutte le idee, le curiosità, le osservazioni. Ho annotato che le bacche di sambuco mature si raccolgono a settembre, non ad agosto. Che la menta selvatica delle Valli di Lanzo ha un profumo diverso da quella del giardino. Che l’ortica sbollentata si congela perfettamente in piccoli cubetti. Appunti che altrimenti scomparirebbero — e che invece, sfogliando indietro, diventano piccole storie.
La stagione è l’indice migliore
Quello che ho capito, scrivendo, è che la dispensa ha senso solo se ragionata per stagioni — non per categorie merceologiche. Non importa sapere che hai “sei barattoli di conserva”: importa sapere che hai lo sciroppo di sambuco di giugno (da usare entro l’estate prossima), la marmellata di prugne di agosto (perfetta con i formaggi d’autunno) e i funghi sott’olio di settembre (da aprire con la prima neve).
Ogni barattolo ha una storia — un pomeriggio, un sentiero, un profumo. Il quaderno è il posto dove quella storia non si perde. Un po’ come accade con le erbe spontanee: se non annoti quando e dove le hai raccolte, quella conoscenza svanisce con la stagione successiva.
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Ho preparato tre schede gratuite da stampare, ispirate al sistema che uso io. Basta aprire il link, cliccare “Stampa” e il foglio è pronto — senza registrazione, senza email, senza nulla.
- 📅 Calendario stagionale della dispensa — 12 mesi con spazio per annotare cosa conservare ogni stagione.
- 🫙 Schede barattolo — 9 etichette da ritagliare e attaccare ai barattoli con contenuto, data e note.
- 📋 Lista mensile della dispensa — un foglio da compilare ogni mese per tenere traccia di scorte e scadenze.
Sono in bianco e nero per risparmiare inchiostro, con un design semplice che si abbina a qualsiasi cucina. Stampale, ritagliale, appendile. O incollale direttamente nel tuo quaderno.
La dispensa di montagna: il quaderno che ho creato per questo
Dopo anni a usare quaderni generici che non si adattavano mai del tutto a come pensavo io la dispensa, ho deciso di crearne uno su misura. La dispensa di montagna è un quaderno pensato per chi cucina con le stagioni, conserva con cura e vuole tenere traccia di tutto senza complicarsi la vita.
Ha già le sezioni pronte — stagionale, ricette, inventario, note libere — con spazi calibrati per l’uso quotidiano. Formato A5, carta bianca, adatto sia alla penna che alla matita. Piccolo abbastanza da stare sul bancone della cucina, abbastanza robusto per resistere a qualche spruzzata di sciroppo di sambuco.
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Non è un quaderno per i momenti ispirati — è per quelli ordinari. Per il martedì mattina in cui hai dieci minuti e vuoi scrivere cosa c’è ancora in dispensa. Per il sabato al mercato, quando vuoi sapere se comprare ancora mele o ne hai già abbastanza. Per la sera di novembre in cui si sfoglia indietro e si vede cosa si è fatto in un anno intero.
Un ultimo pensiero
C’è qualcosa di tranquillizzante nel sapere cosa c’è in dispensa. Non nel senso dell’accumulo — non ho mai avuto una dispensa piena di cose inutili. Ma nel senso di consapevolezza: so cosa ho, so quando è stato fatto, so quando va usato.
Vivere in montagna mi ha insegnato che la cura non è un’opzione — è una necessità. Le stagioni non perdonano la distrazione. Ma quando impari a starci dentro davvero — a raccogliere quando è il momento, a conservare quando c’è abbondanza, a usare con attenzione — diventa una delle cose più soddisfacenti che conosca.
Un quaderno non risolve tutto. Ma aiuta a cominciare.
Hai già un sistema per organizzare la tua dispensa? Scrivimelo nei commenti — sono curiosa di sapere come vi organizzate.
Se ti è piaciuto questo articolo, potresti trovare utile anche la mia guida alle erbe spontanee delle Valli di Lanzo — molte di quelle che raccolgo finiscono direttamente in dispensa. E se sei alle prime armi con le conserve dolci, la torta ai fiori di sambuco è il punto di partenza più profumato che conosca.

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